Agrobacterium tumefaciens
Questo batterio determina l’insorgenza di tumori, spesso di notevoli dimensioni, su diversi organi legnosi delle piante, in particolare radici. Il tumore altera profondamente la struttura dei tessuti, per cui quando è di dimensioni rilevanti può portare a morte la pianta. Il batterio è in grado di colpire molte specie vegetali;
risulta pericoloso nelle coltivazioni di Rosa, fruttiferi ed Evonimus. Da rilevare che il patogeno si conserva nel terreno per almeno 2 anni e che penetra nella pianta principalmente da ferite.
Difesa
Il controllo dell’Agrobacterium si basa esclusivamente su interventi preventivi, perché non esistono presidi sanitari, autorizzati in agricoltura, in grado di curare questa alterazione. Efficaci risultano lunghe rotazioni con graminacee o altre monocotiledoni e l’immersione delle radici del materiale da mettere a dimora in poltiglia bordolese al 4-5% per 30 secondi. Nella difesa da questo batterio si può anche ricorrere alla lotta biologica basata sull’impiego dell’Agrotacterium radiobacter K84 antagonista di A. tumefaciens; tuttavia attualmente non esistono formulazioni commerciali di questo antagonista.
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