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Oidio o mal bianco delle piante ornamentali PDF Stampa E-mail

Oidio o mal bianco delle piante ornamentaliF. asc.: Sphaerotheca, Podosphaera, Erysiphe, Microsphaera, Uncinula, Phyllactinia, Leveillula. F. con.: Oiodium

I funghi appartenenti alla famiglia delle Erysiphaceae sono la causa dell’alterazione, riscontrabile nel periodo estivo su molte piante, comunemente conosciuta con il nome di Mal Bianco, Nebbia, Manna. Fra le più comuni piante soggette ad attacchi di oidio possiamo ricordare: Rosa, Prunus laurocerasus, Quercus, Acer, Lagerstroemia, Evonimus, e Malus.

Questi funghi si sviluppano su tutti gli organi erbacei delle piante: foglie, germogli, rametti erbacei e boccioli fiorali.

Le foglie sono l’organo vegetale su cui più comunemente si può riscontrare la malattia. Sui tessuti infestati dal fungo si forma un rivestimento bianco-cenerino, inizialmente non ben definito, poi sviluppato a costituire una sorta di fitta ragnatela abbastanza evidente. In diverse forme di oidio la lamina fogliare può assumere un aspetto bolloso o andare incontro a raggrinzimenti. Le foglie molto colpite disseccano e cadono anticipatamente per cui forti attacchi di mal bianco possono causare defogliazioni intense. Nel Prunus laurocerasus le aree fogliari interessate dall’infezione tendono a disseccare e a cadere anticipatamente lasciando un foro nella lamina fogliare (oidio perforante).

I rametti erbacei colpiti si ricoprono anch’essi di muffa bianca, al di sotto della quale è facile rinvenire una diffusa e superficiale reticolatura necrotica.

Gli oidii si sviluppano esternamente all’ospite, ancorandosi ad esso per mezzo di appressori. Con delle strutture dette austori penetrano nelle cellule delle piante e ne assorbono il contenuto.

Difesa

Un’ efficace difesa antioidica deve prevedere trattamenti precoci, a partire dai primi di maggio; questo facilita il successivo contenimento della malattia. Tuttavia in vivaio buoni risultati si ottengono anche iniziando gli interventi alla comparsa delle prime macchie oidiche. Successivamente è necessario ripetere i trattamenti in funzione della sensibilità della specie vegetale e varietale, ogni 15-20 giorni per un massimo di 4-5 trattamenti. Esiste in commercio un’ampia gamma di prodotti efficaci contro gli oidii. Oltre ai classici zolfi, sempre validi specialmente nei trattamenti polverulenti, sono da ricordare i prodotti a base di dinocap, triforine, dodemorf, bupirimate, ditalimfos, pyrazophos, procloraz, triadimefon, bitertanolo, fenarimol, penconazol, esaconazolo ed in generale tutti i prodotti triazolici. E’ opportuno alternare i vari principi attivi.

 

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