L'arte del taglio
Quando e come potare i roseti. Nuovo vigore per la pianta
Colorate, profumate, da sempre simbolo di amore e bellezza, le rose sono piante dall’origine antichissima, molto diffuse e che bene si armonizzano in ogni ambiente, dal piccolo giardino al parco più sontuoso.
Le rose sono piante longeve e piuttosto robuste che non richiedono grandi cure. Tuttavia, per mantenerle in buona salute e di bell’aspetto, è necessario compiere alcune semplici ma fondamentali operazioni: prima fra tutte la potatura, che va eseguita con perizia e precisione.
Cerchiamo di capire come e quando potare le nostre rose.
Il periodo adatto è quello che va da gennaio a fine febbraio; se prima o dopo, dipende dall’ubicazione e dall’altitudine del giardino, quindi, se abitiamo in montagna, poteremo più tardi rispetto a chi abita in pianura o vicino al mare.
In ogni modo non è difficile capire quando la pianta è pronta per la potatura perché è lei stessa ad avvertirci! Sarà sufficiente osservare le nostre rose: appena le prime gemme di colore rosso-rosato fuoriescono dal ramo e si rigonfiano significa che la pianta, benché sia ancora inverno, ha iniziato il suo risveglio vegetativo e ha quindi bisogno di essere “ripulita” da rami vecchi, secchi o malati.
È opportuno adoperare buone forbici da giardinaggio, ben affilate (evitando le cesoie per la potatura delle viti) in modo che il taglio sia netto e non sfilacciato, cosa che potrebbe favorire la penetrazione di germi e in seguito dar luogo a malattie .
Oltre ai guanti è bene munirsi di un seghetto (per le rose rampicanti o antiche) che useremo per i rami più vecchi e robusti: ogni tanto è bene trovare il coraggio di eliminarli, visto che trattengono molta energia. Tagliandoli alla base diamo modo alla pianta di recuperare forza, così spunterà un ramo nuovo che avrà più vigore, porterà più fiori e sarà ricco di vegetazione alla base, migliorando l’estetica del roseto.
Non tutte le rose si potano allo stesso modo:
dipende dalla varietà, se sono rampicanti, a cespuglio o rose antiche, se sono rifiorenti oppure no.
Valgono comunque per tutti i tipi di rosa alcune regole generali come, ad esempio, il punto in cui recidere il ramo. Si deve eliminare il vecchio a una distanza di mezzo centimetro sopra la gemma nuova (detta “occhio”); con un taglio troppo vicino all’occhio si rischia di danneggiare l’occhio stesso, e di far penetrare germi di malattie. Se si taglia troppo in alto, il moncone avvizzisce.
Il taglio, di norma, dovrebbe essere leggermente inclinato dalla parte opposta all’occhio; un taglio inclinato nella direzione sbagliata fa accumulare umidità presso l’occhio, con il rischio di farlo marcire. Se non si è sicuri dell’inclinazione da dare al taglio conviene eseguirne uno “piatto” e non si correranno rischi di alcun tipo. Osservare con attenzione il taglio: se il midollo è marrone o incolore, tagliare nuovamente il ramo fino a raggiungere il midollo di colore bianco, cioè sano.
Eliminare pure qualsiasi fusto morto o malato e i ramoscelli deboli od esili. Se due rami s’incrociano tagliarne uno al di sotto del punto di intersezione. Mantenere i rami ben distanziati per permettere all’aria di circolare e alla luce di raggiungere le foglie. Infine, è consigliabile bruciare i rami tagliati per evitare la diffusione di malattie.
Potando, la rosa riceve un grande stimolo
e questa fase di futura crescita va sostenuta con un adeguato nutrimento della pianta. Se abbiamo rose in piena terra si consiglia di usare esclusivamente concimi naturali: questi forniranno tutti gli elementi necessari ad una buona crescita, dato che le piante sono in grado di reperire nutrimento già dal terreno stesso. Si consiglia di spezzettare il concime e incorporarlo al terreno smuovendolo un po’, quindi annaffiare per favorire l’assimilazione.
Se invece le rose sono in vaso si può adoperare un concime di tipo chimico, non troppo forte, in modo da bilanciare la scarsità di terra di cui le piante possono disporre. Il vaso rappresenta una costrizione ed è bene aiutare la rosa con un concime un po’ più potente. Si abbia cura di usare un terriccio universale mischiato a buona terra di campo, cui sia stata aggiunta anche un po’ di argilla espansa, così da favorire il drenaggio del terreno.
|